paura...
ammirazione...
superbo. un lavorone fatto in tempi ristretti. sublime. non pensavo che un azzurrino metallizzato fosse così attraente. V.G. fa paura.

e la carrozzeria? ci pensa il signor V.G.!
allora è arrivato... è finalmente conclusa l'operazione a cuore aperto!


Scusate il ritardo. L’aggiornamento per definizione avviene ogni qual volta vi sono delle novità. In questo caso sono riuscito a sganciare la mia “VBB sixty – one” dal vecchio meccanico il quale mi osteggiava qualsiasi tipo di lavoro che gli chiedessi. Un bel giorno, circa una settimana oramai, mi son presentato alla sua porta con al seguito un furgoncino. Detto fatto, ho trasferito il mio amore nella carrozzeria XXX. E sapete cosa è successo?...
10.2.07

un ringraziamento iniziale e caloroso a chi è intervenuto su questo nostro umile spazio virtuale regalandoci il proprio pensiero sul progetto vespa e, perchè no, su noi due. come vedete questo sarà l'immagine che per migliaia di chilometri si presenterà sotto i nostri occhi. rassicuriamo tutti che la lancetta rossa non supererà mai (speriamo) 3/4 del fondo scala (a meno che la polizia libanese ci insegua sino in Egitto!)
29.8.06Era un giorno lavorativo come altri. C’era il sole ma non l’afa che, come di consueto, fa boccheggiare e rende tristi. Ebbene, quella mattina conosco il signor B.. Si accomoda nel mio ufficio come qualunque altra persona. Si siede e mi espone un quesito: “Ho un vespino special comperato da poco e non ho nessun documento, dovrei denunciare lo smarrimento del libretto? Sa, l’ho appena ritirato dopo un lungo restauro”. Di colpo arrivava il vento, come quando sei su una barca in tarda attesa di un piccolo soffio di Eolo, ecco. Recentemente avevo sorvolato sulle scartoffie montagnose createsi sulle scrivanie ingrigite degli uffici MCTC dove, dall’alto, mi ero reso conto del fenomeno “reimmatricolazione”! Gli dico, per l’appunto, a cosa andava incontro e di quale specie di mostro si trattasse ciò che chiamavano “iter-burocratico-sauro”. Dopo una parentesi tecnica sul mito Vespa, il signor B., mi segnala che il restauratore non è altro che un suo collega di lavoro il quale potrebbe addirittura possedere qualche bella Vespa 125/150 interessante. Mi segno il numero di questo ragazzo che si chiama Massimo e, qualche giorno dopo, lo chiamo. Eravamo, io e Pamela, in giro per la città di Parma quando, in un discorso a tema, saltava fuori questo Massimo e, in men che non si dica, ci trovavamo in questo paesetto delle colline parmensi per conoscere il nostro nuovo amico. Al telefono ci indicava un bar dove incontrarlo. Da lì, preso un caffé con contorno di Vespa-bla-bla, ci spostavamo verso gli Appennini alla ricerca di una probabile Vespa in vendita. Dopo pochi minuti di curve e tornanti giungevamo in un garage adibito a magazzino di antiquariato. Il signor D., proprietario della baracca, ci propinava diverse Vespe e, tra queste, scegliemmo Lei. Vespa 150 VBB del 1961. Targa originale, unipropritario, libretto disperso. Il sogno cominciava ad avere contorni reali… Alcuni giorni dopo tornavo con un Doblò a caricare la nostra Vespa e, a onor del vero, mi era parso, durante il viaggio, di sentirla sospirare. Come per ringraziare uno sconosciuto per averla risvegliata da un lungo letargo.